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Leggendo il dipinto
La parte centrale della scena è dominata dalla figura di Gesù e dal velo che la Veronica tende per asciugare il suo volto sanguinante. La Veronica non si lascia contagiare né dalla brutalità dei soldati né dalla paura dei discepoli; è l’immagine della donna buona che, nel turbamento e nell’oscurità dei cuori, mantiene il coraggio della bontà. L’atto di amore che ella compie imprime sul lino, ma più ancora sul suo volto e nel suo cuor, la vera immagine di Gesù. La Veronica vede il volto sfigurato di Gesù; ma dietro quel volto sfigurato c’è il volto trasfigurato del Figlio di Dio; con il suo gesto di pietà rimuove quanto lo deturpa e lo rende irriconoscibile. La Veronica è l’immagine della Chiesa e di ogni credente, che porta impressa nel cuore l’immagine del Figlio di Dio e la sua inconfondibile identità. Quel lino bianco fa pensare alla veste battesimale, “da portare senza macchia davanti al tribunale di Dio”; fa pensare alla veste nuziale da indossare per partecipare al banchetto della vita preparato per noi dal Signore; fa pensare alle vesti “rese candide con il sangue dell’Agnello” indossate dai salvati che stanno davanti al trono di Dio – come narra l’Apocalisse. “Deponete ogni malizia, ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza” – esorta S. Pietro; e S. Paolo aggiunge: “rivestitevi dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità”. Un vero programma di vita cristiana che nasce dal servizio di bontà femminile della Veronica: porgere un sudario per asciugare il volto. Quanti volti sfigurati, anche oggi, attendono di essere asciugati per riacquistare identità e dignità davanti a Dio e davanti agli uomini! |