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Leggendo il dipinto
Mentre ci si avvicina al Calvario il cielo si fa sempre più oscuro e la sagoma dell’altura sembra incombere minacciosa su Gesù, che tuttavia conserva la sua inalterabile luminosità accentuata dal fondo oscuro retrostante. La figura luminosa di Gesù mette in evidenza il robusto contadino di Cirene che lo sta sollevando dal peso della croce; il suo volto riceverà luce, grazia e identità inconfondibili e perenni proprio da quel gesto, forse mal tollerato, che di fatto lo associa alla passione di Cristo; l’uomo, infatti, creato a immagine di Dio che è Amore, trova la sua vera identità nella misura in cui ama, come Dio, fino alla croce. Ai piedi di Gesù, due donne il cui atteggiamento condivide la pena di quel cammino di dolore. Esse non si lasciano immobilizzare dalla brutalità dei soldati, ma nel turbamento e nell’oscurità dei cuori mantengono il coraggio della bontà che illumina il loro gesto compassionevole. Aiuto fisico, concreto e partecipazione commossa e sincera al dolore di chi soffre sono modi diversi ma ugualmente efficaci per essere dei cirenei, per aiutare il povero Cristo di turno a portare la sua croce. E’ poi opportuno ricordare le parole di Gesù: “Qualunque cosa avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Dietro queste figure di primo piano, i soldati; sembrano dei figuranti completamente estranei alla tragedia del Condannato, alla commozione delle donne e al gesto di solidarietà del Cireneo; gesto non programmato, ma vissuto e prestato con tutto il vigore di cui è capace. |