Quattordicesima Stazione
Gesù è deposto nel sepolcro
Leggendo il dipinto
La scena della sepoltura sembra prendere luce dal corpo di
Gesù calato nel sepolcro. Una luce, quella che promana da quel corpo, che
penetra fin dentro il sepolcro ne vince l’oscurità, perché Gesù entra realmente
nella morte, ma non da sconfitto, bensì da vincitore. Gesù è il chicco di grano
che cade per terra e muore dando origine alla spiga; e la spiga è la Chiesa, già
presente, in germe in Maria e nelle persone che accompagnano Gesù al sepolcro.
Il corpo di Cristo, candido più che cianotico, e deposto sulla sindone, fa
pensare al Pane consacrato fatto Corpo di Cristo deposto sulla tavola
dell’ultima cena e sulla tovaglia dell’altare nella celebrazione
dell’Eucaristia. Gesù Crocifisso e Risorto è il Pane di vita capace di sfamare
in misura sovrabbondante la fame dell’uomo. Sopra la sepoltura di Gesù risplende
il mistero della Chiesa che celebra l’Eucaristia e il mistero dell’Eucaristia
che edifica continuamente la Chiesa.
Gesù, la Parola eterna, nel mistero della sua incarnazione e morte è diventato
la Parola vicina. Si mette nelle nostre mani e nei nostri cuori affinché possa
crescere in noi e produrre frutto, diventare spiga matura e pane gustoso per la
fame dell’uomo.